XXVII

“Amori erranti”

Invisibili d’autunno,
le foglie di rame coprono il suolo vergine di noia,
accarezzano le sagome quiete dell’orizzonte,
volano rompendo gli atomi del cielo celeste
e cadono sulle spalle fredde degli uomini singoli.

Invisibili d’autunno,
i cuori rotti che riempiono fogli di alberi morti,
che cadono tra aculei secchi e stanze buie,
che scrivono silenzi nelle cicatrici della memoria.

Invisibili d’autunno,
i corpi erranti per inerzia d’oblio,
che cadono nei pozzi delle parole loquaci,
degli addii annunciati,
che si fermano sui marciapiedi umidi della notte senza cielo,
che saltano negli spazi vacui delle parole mancate
tra le righe dei discorsi.

Invisibili d’autunno.

 

Neftali Basoalto

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