Echi

“XVIII”

L’incertezza della luce
sotto questo cielo nuvoloso,
mi riempie le pagine di punti distanti
e virgole affrettate.

Le mie domande rimangono anonime
e le certezze
utopie disarmanti del mio presente.

Posso morire due volte
e rimanere muto senza risposte apparenti.

Posso vivere tre volte e chiedere a me stesso
quanto odio possa covare in queste pagine
e quante illusioni riempiano le mie stanze,

ma nulla mi darà maggior certezza
che l‘oceano di braccia solitarie
dinanzi al porto degli amanti abbandonati.

Vacuità.

 

Neftali Basoalto

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