Equidistante

“Illusione bastarda”

Ci sono due centimetri
tra le mie mani e le tue.

Sei eternamente distante,
eternamente crudele.

Inizio a vagare
tra le ombre rotte delle stanze buie,
tra le tue orme lasciate
col passare del tempo.

Ti allontani
e sento la tua voce
dire addio,
nel silenzio delle parole mute.

Perdo nell’orizzonte;
la figura della tua mano sulla mia,
il tramonto sulla tua guancia,
la luna di quelle notti
dove tu eri
forzatamente assente.

Mi nascondo sotto il ponte,
fuggendo dalle panchine vuote
dalla mia penna che cade pesante
sul foglio tristemente nudo.

C’erano due centimetri tra mie mani e le tue,
ora ci sono deserti
impossibili da colmare
con gli echi della voce.

Il tuo addio,
pronunciato
due secondi fa,
lacera la mia carne acerba
d’Amante senza dimora,
e dinanzi a questa realtà
inizio a cadere rovinosamente,
tra gli aculei delle righe nascoste
delle parole mai dette.

T’ amo
rimarrà soltanto
un binomio di parole
mai usate dalle mie labbra,
mai toccate dalle mie mani.

L’ addio si fa reale
ed io abbandono le catene
che squarciano le mie dita
e provo anche io
a dirti Addio,
nonostante il mio petto
si riempia di fessure,
il tempo mi corra contro
e i versi si fermino
sulla terra bagnata.

Urlo a squarciagola
Addio.

Che mille braccia
si protendano per coglierti
e che nessuna di esse
sappia amarti,
nel silenzio degli spazi vuoti,
come facevo io.

 

Neftali Basoalto

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4 risposte a “Equidistante

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