Memorie di Sangue

“Le bombe cancellano la carne, non la Storia”

Palestina;

Bambino,
corpo di quaranta centimetri
trucidato
in un’area di cinque metri,
una gamba attaccata al corpo
l’altra sotto al tavolo,
mezzo cranio sul letto
e l’altra metà
spappolata sul muro bianco,
la mano destra
è sotto le macerie,
quella sinistra
l’ho persa di vista,
prendo in mano il corpo
e vado via.

Un Ragazzo,
corpo di un metro e quaranta centimetri,
capelli castani
ricci e un po’ lunghi,
non ha più i piedi
sono sotto le macerie,
rimane la sua scrivania
e quel corpo di uomo acerbo
e bambino maturo,
vedo il suo torace
perforato dalle schegge
i suoi occhi bruciati dalla rabbia,
è morto,
prendo il suo polso
e sento l’assenza
che corre dentro di lui,
mi inginocchio
lo prendo in braccio
e apro la porta,
dico addio
a quella stanza
impregnata di morte.

Una Donna,
ha il velo in testa
gli occhi aperti
e una rosa in mano,
le macerie
le coprono gli arti,
il tetto caduto sopra di lei
le ha mutilato il braccio sinistro
ed entrambe le gambe,
vedo la sedia per terra
e capisco
che prima di essere assassinata
stava sistemando la tavola per mangiare,
ha due orifici nel torace
lato destro,
il sangue ormai si è fermato
e ha lasciato una scia lungo tutta la stanza,
il suo odore secco
mi rimane nelle mani,
la prendo in braccio
e la porto via,
chiudo la porta
e avverto l’ambulanza.

Un anziano,
apro la porta della cucina
ha una tazza in mano
è ancora seduto
la sedia ha retto le vibrazioni,
egli ,apparentemente,
non sembra avere ferite
mi avvicino
e vedo un buco nella nuca,
una scheggia
lo ha ucciso,
osservo la parete
di fronte a me
e vedo la foto di famiglia,
egli rideva,
mi tocca coprirgli il viso
e smorzare quel sorriso,
mi avvicino
lo prendo con entrambi le mani,
è un po’ pesante,
ma lo strappo comunque dalla sua casa
e lo porto via,
chiudo la porta
e non dico più nulla.

Un uomo,
entro nel palazzo
e vedo subito una scia di sangue
lungo il pavimento,
sento alcuni rumori
qualcosa si muove ancora,
cerco, con tutte le mie forze,
di spostare più macerie possibili,
cerco di muovermi in fretta,
dopo un po’ lo trovo
è sotto le macerie della scala,
ha un libro in mano
sulla copertina leggo il nome
Hikmet
e capisco subito
che sono poesie,
l’uomo è morto,
sento freddo
e la mancanza dentro il suo corpo,
ha qualche ferita lungo il tronco
e sulla testa,
i muscoli del suo corpo
sono molto tesi,
lo prendo in braccio
è molto pesante
e con fatica lo porto via
non riesco e non voglio
toglierli il libro,
è morto salvando l’immortalità,
con rabbia chiudo il sacco nero
e la portiera dell’ambulanza,
sono distrutto
ho portato via anche lui,
è morto
nulla mi vieta di piangere
ma gli occhi
rimangono asciutti.

Un altro morto
nell’elenco breve
di un incontro con l’assenza.

Palestina
sotto le macerie del mio viaggio.

 

Neftali Basoalto

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Una risposta a “Memorie di Sangue

  1. Quando verrà l’anno in cui non ci saranno più le barbarie umane, sarà un anno di luce, e speriamo che nel 2015 se ne intraveda un barlume. Auguri. Pina.

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