Linguaggio – Macondo – Canto

“En un rincon de mi alma”

Oggi
mentre ero perso tra le strade di Macondo
a contare i figli morti di Aureliano Buendia,
ho avuto la sensazione che tu fossi vicina
– forse mi sbaglio –
ma in lontananza ti ho sentito saltare
e dalle mie viscere si è alzato un urlo gitano
che non ho saputo trattenere
e l’ho affidato al vento,
ma non ho la certezza che tu fossi lì
sotto quel sole d’inverno
tra le stradine vecchie di una città bagnata,
perché i miei occhi ciechi
non hanno guardato oltre i limiti della pagina
a cui erano ancorati,
e la mia testa è rimasta china sulle parole
che mi fan da corazza,
però il mio corpo
mi ha parlato dicendomi
di saperti vicina,
ed io ora mi domando
quanto folle
io stia diventando,
se persino quando sono estraneo al mondo
riesco a percepirti prossima.

– Pagina 26 del mio taccuino –

 

Neftali Basoalto

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2 risposte a “Linguaggio – Macondo – Canto

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