Ella – Crepuscolo – Poesia

“Algoritmi”

La Luna inizia a imprecare
appena mi vede,
ho questo quaderno in mano,
sa che sto per urlare
contro questo odio
che ho in corpo.
Lezioni di poesia sospesa;
il suo silenzio,
la distanza,
l‘impegno sociale,
una birra,
fanculo.
Mi rendo conto,
che nuovamente,
dopo anni
non riesco a tenere lontano
i pensieri da te.
Luna bestemmia pure
avrai bisogno di tanto fiato
per sopportarmi
questa notte.
Ho un mostro sotto il letto
e un quaderno
non troppo spoglio.

 

Neftali Basoalto

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Ella – Innamorarsi – Abisso

“Ho perso”

Non so scrivere
non so amare
non so combattere
non so incontrarti
non so cercarti
non so.
Il tempo, velocemente,
mi ha chiarito
che io non ti appartengo
che tu rimani oltre il cielo
che non vi può essere un’ assemblea
dove poter discutere
dei baci da condividere
delle quote da frazionare
dell’odio da risparmiare.
Tra noi,
un noi non esiste,
solo un ego
che si può legare
allo specchio
per ricordarmi mille volte,
che niente dura
che tutto è effimero
che passa veloce un treno
che le mie gambe rotte
non possono inseguirti
che entrambi siamo distanti.
Tu là,
Io qui.
Senza nemmeno un confronto,
solo con un decreto unilaterale,
abbiamo deciso di stroncare le ali
di queste nuvole.

Io non so.

Distanze.

                                                                                                                  

Neftali Basoalto

Ella – Residui – Ricordi

“Ferite”

Sulla panchina giace la sua ombra;
come una foglia d’autunno,
come un lamento verso la Luna,
come il mio sangue
dopo le coltellate
di quella sera.
Sulla panchina giace lei;
con le sue scarpe rosse,
con le orme delle dita
sul cemento fresco,
con il suo nome sospeso
a venti centimetri dal pavimento.
Lei;
con il flash in mano
e le batterie scariche,
con il suo corpo assente
e la mia memoria che litiga
con le mie cicatrici
che spariscono,
porto le dita sul lato sinistro del mio torace
e cerco i residui di quello sparo
noto che il tempo e la mia carne
hanno cancellato centimetri
di quella traccia.
Lei;
lentamente entra nell’oblio
la sua carne,
il suo nome,
la sua pelle,
la sua ombra,
un ricordo distante
che svanisce con le ore rotte
dell’orologio incerto.
Sulla panchina
in quel parco
in quella sera
in quel dì ancora troppo lontano.
Lei.

 

Neftali Basoalto

Ella – Amore – Distanza

“Certificato di Morte”

Ho combattuto
contro draghi,
puttane,
e baristi

tutto pur di raggiungerti,
ma eri distante ieri
e sei distante pure oggi,

non importa quanto silenzio
possa entrare nelle mie tasche,
o quanto rumore
il tuo nome
possa rubare al mio corpo,

sarai sempre oltre la barriera anagrafica,
che separa le nostre carni,
tu nella semplicità della tua vita
io incatenato
alle domande demenziali dei perché,

quindi qualunque battaglia
che io possa affrontare
sarebbe inutile,
potrei sconfiggere anche Dio,
ma nulla accorcerebbe
la mia distanza dal tuo corpo,

essi sarebbero sempre distanti
pure nella vicinanza,

perciò
amarti
risulterebbe complicato
per le virgole,
per la Luna,
per me,

senza malizia apparente
potrei odiarti
e costringere le mie carni
ad allontanarti,
le mie dita
a non pensarti,
le mie vocali
a non chiamarti,

ma sarebbe uno sforzo vano
perché nonostante
tutta la consapevolezza
che giace in ogni singolo centimetro
della mia prigione,

Io continuerei a lottare,
nell’anonimato,
per te
contro draghi,
puttane,
e baristi.

Per un solo secondo del tuo amore
sul mio nome.

Amarti,
è un esercizio complicato
ma necessario per l’esistenza
del mio lamento.

 

Neftali Basoalto

Ella – Ella – Ella

“Dolore apparente”

Incontrare gli specchi
in una stanza buia
è un atto coraggioso.

Incontrarti
è sadismo.

 

Neftali Basoalto

Ella – Panchina – Campanile

“In mezzo ad una piazza”

Nel vuoto degli orologi fermi,
Io mi assento
con il tuo nome,
mi perdo
con le tue ombre,
muoio
con le tue lancette.

Amarti.

 

Neftali Basoalto

Ella – Amare – Utopia

“Sguardo senza Paradiso”

Non esistono
due secondi,
che si appartengano.

Esiste soltanto
uno spazio vuoto
nell’arco del tempo.

Tu,
Io.

 

Neftali Basoalto

Ella – Odiare – Amare

“Luna no te vayas”

Mezzanotte,
sono seduto
e un po’ ubriaco,
lancio silenzi
al tavolo vuoto
di fianco a me,
corro con le dita
sul foglio bianco.

Sono triste
sono felice
sono muto

e un addio
e un amore
e un vaffanculo
si ancorano, piacevolmente,
sulle mie labbra.

L’odio viscerale
che giace sulle mie dita
si libera nel momento preciso
di un pugno contro il muro.

Siamo io e la mia ombra
seduti,
chi sulla sedia
chi sul pavimento,
a morire
senza certezze
senza rancore
senza fretta

a mezzanotte.
 

Neftali Basoalto

Ella – Città – Amore

“Amare, utopia dei miei sensi”

 

Sentiero alternativo alla morte,
camminare lungo il viale principale
osservandoti dalla distanza
di quei due centimetri
che ci separano.

Tu sei lì,
a un soffio di distacco
a uno sguardo dalla morte.

Insieme nella distanza
ci avviamo verso la tua dimora.

Tu sorridi al mondo,
io mi perdo nelle righe
che scrivo tra i nostri dialoghi.

Non posso amarti,
perché il fardello
che porto nella schiena,
è troppo pesante
per condividerlo con te,
perché strapparti alla vita
e negarti il volo della libertà
mi ucciderebbe tre volte.

Ora che siamo davanti alla tua porta
e devo dirti addio,
mentre la sera cade sulle mie spalle,
mi rendo conto
che ti perdo un’altra volta.

Percorso alternativo alla morte.

Un Bacio non pervenuto.

 

Neftali Basoalto

Ella – Itaca – Cercare

“Ti cerco da quello sguardo”

Itaca,
isola distante
e viandante
ti perdi nelle infinite sirene
nei corridoi azzurri dell’oceano.

Invano
ti cerco nelle sponde
spoglie del mio letto,
invano
allungo le dita
provando a toccarti
al di là dell’ombra
del tuo ritratto,
invano
mi metto in viaggio
cercando le tue orme
dinanzi al mio sentiero.

Itaca,
così ho deciso di chiamarti
nell’attesa
del tuo vero nome,
ora cado nell’acqua gelata
del mare anonimo,
il mio viaggio
è iniziato.

 

Neftali Basoalto