Hasta la Victoria Siempre

“A mi comandante, Fidel Castro”

Nella notte profonda dell’Avana,
tra il pianto di una mulatta
e il silenzio viscerale di una patria,
si alza lentamente il mio dolore
lungo le coste dorsali dell’Atlantico.

Molti ti ricorderanno mentre
nascevi dalla Sierra Maestra,
altri dentro alla gabbia dei diritti umani
nel palazzo di vetro dell’ONU,
alcuni mentre sedevi accanto ai bambini
nelle scuole libere di CUBA.

Io ti ricorderò come il Barbuto;
che ha cambiato l’esistenza di un continente
togliendolo dalle grinfie di un macellaio,
che ha saputo esportare medici ,
guerriglia e libertà,
che ha sconfitto l’ombra del tiranno
con la sola volontà di inseguire un sogno,
che ha reso immortale la guerriglia e i guerriglieri
soltanto dopo aver costruito scuole e ospedali.

Ora non ci rimane che l’addio,
il tuo corpo si è frantumato dinanzi al tempo,
la tua carne saprà percorrere
il sentiero del congedo,
e a noi non rimarrà altro che difendere la tua memoria,
rendere immortale ciò che tu hai reso immenso,
difendere la realtà con l’utopia di un sogno,
in parole povere
continuare con la Rivoluzione,
perché essa vive soltanto attraverso gli uomini,
perché la carne se ne va
e rimangono gli ideali,
perché nessuno è indispensabile
ma tutti facciamo del nostro meglio.

Hasta siempre Comandante.

Neftali Basoalto

Alla nostra Ipocrisia

“κράτος

Prima o poi i semi fioriscono,
non tutti i fiori che abbiamo piantato
sono belli,
alcuni sono carichi di morte,
sangue e indifferenza,
e rilasciano un profumo
che ricorda la polvere da sparo.
Dalla nostra fortezza
– quest’orto dorato –
abbiamo violentato la vita quotidiana
di bambine,
donne,
anziane
e per troppo tempo
abbiamo fatto finta di niente,
sentendoci superiori e poco solidali.
Oggi
quei fiori stanno sbocciando,
e rilasciano la loro linfa
con rabbia e dolore
sulle nostre strade.
Bentornata cara Democrazia.

 

Neftali Basoalto

Stato Canaglia

“Liberismo di stampa”

Voi animali da salotto benpensanti
che vivete nell’agio
del consumo effimero,
Chiamatela pure democrazia,
chiamatela pure legalità,
chiamatela pure istigazione,
ma noi sappiamo bene;
che si chiama fascismo,
che la legge è asservita al potere,
che l’istigazione è l’arma più usata dallo stato,
che la vostra censura
non potrà rinchiudere le parole dentro una gabbia,
che la libertà negata oggi,
verrà rivendicata domani con più forza
e non sorprendetevi della violenza,
della ribellione, del pragmatismo che useremo,
tutto sarà lecito,
dinanzi alla vostra provocazione.

Il silenzio giace sulle vostre labbra,
il vuoto nasce dalle vostre teste.

La libertà di usare parole contrarie
è un nostro diritto,
è la nostra arma.

#iostoconerri

 

Neftali Basoalto

Nobel per la Pace

“Occidente”

Pelle Nera
confine bloccato,
polizia che identifica i numeri,
cenere che avanza sul marciapiede,
sbarco lungo la costa.

Essi sentono
sulla loro pelle
i guanti gelati
dei mercenari in divisa,
vengono caricati
come merce dentro gli autobus,
dopo anni in mezzo al deserto
vengono rinchiusi
dentro i confini
di uno Stato
che non li vuole.

Pelle nera
come il fondale marino
dove giacciono le carni
di uno schiavismo moderno.

Piangono i loro cari,
piangono per fame,
piangono dinanzi alle torture dei governi,
piangono perché voce reale da essi non si sprigiona.

Schiena
frustata, nuovamente, dal potere coloniale del padrone
schiavi senza tempo
di un mondo che non li vede,
tendopoli,
cariche della polizia,
barconi affondati,
razzismo,
politici in piazza,
titoli da giornale,
carne bruciata,
appartamento di cartone,
campo di pomodori,
Morti.

Come quattrocento anni fa
soltanto
Pelle Nera.

 

Neftali Basoalto

Noi siamo Donne

“Maschilismo sconfitto”

Puoi spogliarmi
dagli abiti patriarcali,
puoi soffocare
il mio corpo con la tua schifosa carne,
puoi pensare
di avermi umiliata con la nudità del mio corpo,
puoi crederti
immortale,
ma sappi
che stai perdendo,
che il mio grido di lotta
sta attraversando il mondo,
e tu piccolo verme
stai morendo,
sconfitto
dal mio sesso,
dal mio fucile,
dalla mia voce,
dalla mia carne,
dall’immortalità della mia lotta,
10, 100, 1000 Kobanê.

 

Neftali Basoalto

Amen Precario

“Tentativo maldestro di giustificare la morte”

Nel nome del padre;
come se fosse un castigo
o semplice penitenza
della carne,
la memoria
un verbo per castigare
per amare
e infine cadere nell’oblio.
 
Nel nome del figlio;
delega del ricordo
semplice atto di concepimento
carne di madre
sesso sanguinante
atto immorale del coito.
 
Nel nome dello Spirito Santo;
presenza costante dell’assenza
contatto diretto con lo spazio vuoto
Madre senza un letto
figlio senza un Padre
e infine un clamoroso silenzio.

Amen.

 
Neftali Basoalto

Unione dei Popoli

“Ventimiglia”

Un barcone affonda,
un altro raggiunge la riva
e da esso scendono PERSONE.
oltre il, ridicolo, confine,
si alza l‘urlo disperato ed ipocrita!
– “Je suis Charlie“ –
intanto delle ombre giacciono
sulle scogliere
e dei mercenari,
travestiti da leoni,
respingono la libertà.

 
Neftali Basoalto