Appartamento Sfitto

“Sfratto”

Quelle metrature occupate
dai corpi assenti,
le ombre dei tetti
gli echi rumorosi.

Quanto ordine maniacale in queste stanze,
le sedie vuote
parlano dei loro dispiaceri
con il tavolo distante,
una volta erano occupate
riempite da un corpo grasso e pesante.

Oggi invece si perdono
negli spazi sterminati
di venti metri quadrati.

Le lampade una volta si accendevano
e toglievano il fiato al buio,
oggi rimangono nell’inerzia
dei loro passati

e le porte
da tanto tempo ferme
quasi più senza forze
per aprirsi al mondo
per entrare nel silenzio caotico dei corridoi.

Le metrature occupate
dai corpi assenti.

 

Neftali Basoalto

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Hoy te recuerdo Federico García Lorca

“Sconfitta del franchismo”

Portarono la sua carne in cortile,

trovo il plotone di esecuzione,
lo misero contro il muro
e qualcuno urlò paredón.

I fucili spararono
e un odore di polvere da sparo misto a poesia
si disperse nell’aria,
la scarica colpì
le ossa, le carni, l’ombra
e Federico.

La morte si allontanò
lasciando un odore profondo di arancio
e un grido gitano che si alzò
dalle viscere della terra.

La carne di Federico svanì
e i suoi versi divennero immortali
tra sonetti oscuri e rime spezzate.

 

Neftali Basoalto

Palestina

“Genocidio”

Coprivano i corpi con le lenzuola,
la vita assente di spasmi
opprimeva le mie mani,
erano pesanti i corpi senza sangue
erano pesanti gli occhi dinanzi ai bambini,
cadevano tetti sulle mie gambe
volavano urla dietro agli spari,
erano due donne morte
dentro una gabbia,
erano scarpe rotte
sotto le macerie.

Coprivano i corpi con le lenzuola
e suonavano le sirene delle ambulanze,
e suonava il colpo di mortaio a cento metri da me,
potevo morire, cadere e piangere,
ma dovevo andare a raccogliere
braccia e gambe,
aquiloni e libri,
letti e porte,
dovevo muovermi per non soccombere
dietro alle virgole,
dietro ai punti,
dietro alla pioggia.

L’odore di morte
scendeva dal cielo,
e sfiorava tutti.

Coprivano i corpi con le lenzuola,
ed io cadevo inginocchiato
dinanzi alla madre che portava via il suo bimbo appena ucciso,
e piangevo con le lacrime esangui delle dita
dinanzi alla nonna che tirava un sasso contro il carro armato.

Si alzavano gli aquiloni,
bianchi erano i riflessi che coprivano le teste,
bianchi erano gli spazi che non venivano riempiti con i loro nomi,
corpi assenti, corpi vagabondi, corpi senza vita,
attraversavano i segnali radio
ed uscivano dagli schermi televisivi.

Coprivano i corpi con le lenzuola
ed io li portavo via.

 

Neftali Basoalto

La Cultura del mercato

“Pagine strappate”

Scopro la città,
attraverso gli addii
che toccano i marciapiedi
e violentano le memorie.

Una libreria abbandonata,
un libro chiuso,
un numero da chiamare
e tutto riempie il silenzio
dei primi due versi.

 

Neftali Basoalto

La Cultura del Mercato

A te Compagno

“Ringo”

La carne ha il suo percorso
prima o poi abbandona i suoi spasmi,
ma rimane la memoria viva
che graffia i ricordi,
che canta con voce sommessa,
che corre contro il vento,

Rimane la vita dei gesti
e dei momenti condivisi,
rimane quella parola infinita
-Compagno-
che percorrerà ancora altre strade,
altri orizzonti,
altre labbra,
e tutte ricorderanno
il tuo pugno chiuso al vento,
il tuo canto infinito,
la tua bandiera Rossa!

Addio compagno Ringo!
il nostro giorno verrà!


Neftali Basoalto

¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!

¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!

La historia es nuestra y la hacen los pueblos

jara722